| RUGOLO? - Presentazione di Alfonso Cipolla |
La marionetta è un pezzo di legno antropomorfo che si perde alle radici del teatro e del rito. E' un feticcio, ma allo stesso tempo è uno strumento concreto del fare teatro. Rappresenta l'inrappresentabile, nella sua concezione astratta, e come tale ha acceso l'immaginazione dell'uomo. La marionetta, schiava nelle mani del demiurgo, homunculus alchemico, macchina e anima, diventa pertanto un coagulo di idee per una definizione sintetica e antinaturalistica di un mondo parallelo e metaforico.
L'importanza della nozione di marionetta nelle avanguardie è nota. Oskar Schlemmer, Kurt Schmidt, Calder, Sophie Taeuber-Arp, Paul Klee, Fernand Léger, Alexandra Exter e da noi Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Giacomo Balla, Luigi Veronesi, Salvatore Fiume e sono solo alcuni nomi tra i tanti, hanno fatto della marionetta la materializzazione di un loro progetto di teatro d'arte. Astrazione estrema o viatico verso l'onirico, la marionetta attrae gli artisti visivi, tra seduzione e inquietudine.
L¹approccio segue le vie più diverse.
Per Andrea Rugolo l'incontro con la marionetta non è l'incontro con una generica metafora. Nessuna implicazione, altrettanto vaga, votata al trascendente o ad una interpretazione meccanica della realtà, inquina il suo lavoro. Andrea Rugolo ha come obiettivo primario il teatro, dove la marionetta è uno strumento a servizio dell'attore. Di qui nasce la sua sfida. Perché per Andrea Rugolo la marionetta è una sfida vera e propria, ed è una sfida continua. La marionetta non è solo un segno visivo, ma è un segno dinamico. L'espressività della marionetta non è data solo dalla sua forma esteriore, ma da quella forma in movimento. E questa è la maledizione di Rugolo, che monta e smonta continuamente le sue marionette, non alla ricerca del movimento perfetto, ma alla ricerca della migliore espressività possibile in relazione ad un preciso progetto di spettacolo, in sintonia con l'attore che quello strumento dovrà utilizzare sulla scena.
Gli studi, i bozzetti, le marionette in mostra, così come le foto e le simulazioni al computer, sono altrettante tappe di questo percorso: dai cinque protagonisti del Woyzeck, al grande fantoccio del Don Chisciotte, ai progetti dei personaggi per Mari e Salgari, la nuova co-produzione del Melarancio e del Teatro dell'Angolo. Insomma la ricerca di Andrea Rugolo, è ricerca sul campo, di chi sa coniugare le esigenze del teatro con le proprie esigenze espressive. E' l'inizio di un'avventura che si preannuncia lunga e ricca di probabili sorprese.
( novembre 2003)
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