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OLTREILPONTE TEATRO - RASSEGNA STAMPA

Maggio 2007 - EUROPUPPET (http://www.europuppet.org) - C. T.

RISATE IN NOTTURNA CON "LE TRE CORONE" - Lo spettacolo di Beppe Rizzo con Beppe Rizzo e Manfredi Siragusa diverte il pubblico di Cervia facendolo ridere sino a notte.
Sono le 22 e 30 al Magazzeno del Sale e i bambini sono già andati a dormire. Il pubblico è formato da organizzatori, artisti ospiti, volontari del festival e adulti curiosi. Beppe Rizzo e Manfredi Siragusa sono, quindi, “costretti” ad adattare la loro fiaba ad un gruppo di spettatori “notturni”. La versione di “Le tre corone” che Oltreilponte ha presentato ieri sera, è stata sicuramente una “prima”, resa possibile dall'elasticità e sicurezza nell'improvvisare battute e gag adatte ad un pubblico adulto. Lo spettacolo è parte integrante di un ciclo di tre titoli ispirati alle fiabe Seicentesche de “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile e le musiche, suonate da Beppe Rizzo, riarrangiano temi e danze popolari del Seicento italiano. Beppe e Manfredi, unendo narrazione e forma tradizionale del teatro dei burattini, raccontano le avventure della principessa Marchetta, che, attraverso divertenti e pericolosi incontri, sposa il suo bel principe e festeggia la passione!
(In occasione del debutto de 'LE TRE CORONE ' presso il Festival-Vetrina di Cervia)

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Aprile 2007- EOLO. RIVISTA DI TEATRO RAGAZZI (www.eolo-ragazzi.it) - Mario Bianchi

(...) Piacevolissimi anche i burattini di "OltreilPonte" che aggiungono una nuova e importante direzione a questo gruppo torinese tra i più innovativi nel campo del teatro di figura italiano. "La principessa Preziosa” vista a Torino, che fa parte di una trilogia sulle fiabe di Basile, è infatti il primo riuscito tentativo della compagnia formata da Beppe Rizzo e Manfredi Siragusa di spettacolo tradizionale in baracca dove però la tradizione viene rivisitata con un uso continuo dell'ironia che si riverbera felicemente su ogni elemento della creazione e quindi sul pubblico. (...)
(In occasione del debutto nazionale di 'LA PRINCIPESSA PREZIOSA' al festival di Cervia - Ravenna)

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21 Novembre 2006 - LUNA NUOVA - Roberto Canavesi

LE BESTIE STRAPARLANO? A CASSETA POPULAR
GUGLIASCO - Seconda puntata domani sera, mercoledì 22 novembre alle 22, per gli incontri di "(Stra)parola di bestia", mini cartellone di quattro appuntamenti organizzato da Casseta Popular e Oltreilponte Teatro nella sede del circolo di via Tripoli a Grugliasco: dopo l'edizione 2004-2005 "Parola di Bestia!", cui ha fatto seguito l'anno successivo "Il ritorno di Parola di Bestia!", da quest'anno un nuovo nome per una rassegna che, con i tradizionali toni dissacranti e ironici, intende promuovere momenti di teatro, narrazione ed improvvisazione.
Da sempre protagonista nell'attività del gruppo di Oltreilponte Teatro, il teatro di figura si ritaglia uno spazio di primissimo piano nella programmazione di "(Stra)parola di bestia", al cui interno sono state elaborate una serie di proposte in forme sperimentali caratterizzate dall'interazione e contaminazione di differenti generi espressivi quali il teatro di narrazione e di tradizione e la musica dal vivo. Promotori delle serate le due anime fondanti di Oltreilponte, Manfredi Siragusa e Beppe Rizzo, giovani protagonisti della scena teatrale italiana già forti significativi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale.
Teatro, racconti e musica ma anche quest'anno grande spazio per la creatività degli spettatori con il progetto "Quel che scrivo non me lo tengo", nuova sezione della rassegna in cui la compagnia di Oltreilponte intende porsi da tramite tra la creatività del pubblico e il giudizio di scrittori, autori e sceneggiatori, addetti ai lavori in genere, nel tentativo di ricercare nuovi testi ed elaborati da poter sottoporre al giudizio della scena. L'appuntamento ad ingresso libero è, pertanto, per la tarda serata di domani con la seconda data delle quattro in programma, cui seguiranno due appuntamenti nel mese di dicembre.
(In occasione del secondo appuntamento del ciclo '(STRA)PAROLA DI BESTIA ')

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30 Ottobre 2006 - L'ECO DI BERGAMO - Pier Giorgio Nosari

UN CONVINCENTE FAUST MESSO IN SCENA DA PUPAZZI - Presentato al Museo Bernareggi il capolavoro di Goethe nella versione della compagnia Oltreilponte
Faust messo in scena da pupazzi: niente di strano, dopo tutto è un ritorno a casa. Di Faust e la mano bianca di Oltreilponte, giovane compagnia torinese vista sabato al Museo Bernareggi per <<Danze Macabre>>, piace anche questo: la disinvoltura con cui si riappropria della leggenda popolare, senza farsi intimidire dal capolavoro di Goehte o dalla tragedia di Marlowe, ovvero dal romanzo di Klinger e dalle opere di Berlioz, Gounod e Boito. Perché Faust è diventato un mito culturale, ma solo dopo essere passato dai palcoscenici popolari della Germania del XVII e XVIII secolo (con scandalo di Gottsched, per il suo <<gusto plebeo>>) e esser diventato uno spettacolo di marionette che ispirò Goethe.
Tutto questo per dire che Oltreilponte non fa che restituire al teatro di figura ciò che è suo, nel momento in cui trasferisce gli amori di Faust e Margherita, e la contesa tra Mefistofele e l'angelo buono, in uno spettacolo per pupazzi animati a vista. Ma c'è di più: la regia di Beppe Rizzo gioca tra il livello alto, a cui Goehte ha elevato la leggenda di Faust, e il livello popolare della narrazione originaria. E quindi <<sporca>> il suo lavoro - in cui è attore e animatore con Manfredi Siragusa - di elementi grotteschi, ammiccamenti comici, piccole gag. E fa bene: per risalire alle radici popolari del racconto di Faust non serve la parodia, ma l'ambiguità stilistica del teatro popolare, il suo impasto tra comico e tragico, alto e basso, serio e grottesco.
Faust e la mano bianca raggiunge il suo bersaglio, ed è questo il suo principale merito. Il resto sta nella piacevolezza del lavoro. Rizzo e Siragusa recitano in una continua interazione con i pupazzi che animano, tenendosi sempre sul filo tra la figurazione a l'azione, il loro ruolo di manovratori e quello di attori, entrando e uscendo dall'uno e dall'altro. Non è una modalità nuova, certo. Ma bisogna saperla mettere in pratica e in scena. E bisgona farlo con quel giusto spirito goliardico che mescola Goethe con Marty Feldman (ricordate? Era il comico americano che faceva Igor in Frankenstein Junior), l'avanspettacolo al dramma per marionette.
Sul piano drammaturgico, lo spettacolo riesce per l'accorta semplificazione della trama. Tutto è concentrato in poche scene: il patto tra il vecchio Faust e il demonio Mefistofele, la seduzione di Margherita, l'infanticidio e la morte, infine la contesa tra il diavolo e l'angelo. Pochi tratti essenziali a livello di scrittura, un divertente lavoro scenico: l'essenza della figura animata.
(In occasione della replica di 'FAUST E LA MANO BIANCA' presso il Museo Bernareggi di Bergamo)

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26 Ottobre 2006 - LA NUOVA SARDEGNA - Enrico Pau

IL MONDO DI DON CHISCIOTTE RACCONTATO AI BAMBINI DI CAGLIARI
<<Don Chisciotte, il sogno e la follia>>, il titolo da saggio letterario. Eppure siamo alle latitudini del teatro per bambini. Il grande teatro dei piccoli de <<Is Mascareddas>>. Secondo appuntamento, domenica al Piccolo Auditorium. Sale sul palco il cavaliere più famoso della storia della letteratura. Il personaggio più visionario e sdoganato della letteratura mondiale. L'uomo malato gravemente di letteratura. L'hidalgo a cui i romanzi hanno rovinato la vita, hanno rivelato una vita parallela fatta solo di immaginazione di follia.
<<Don Chisciotte, il sogno e la follia>> per la regia e l'interpretazione di Beppe Rizzo - prodotto da Oltreilponte di Torino - uno spettacolo che parte dall'intuizione di uno psicanalista, musicista, autore teatrale e compositore che si chiama Sandro Gindro. Autore delle belle musiche dal chiaro accento Kletzmer che sono esguite in scena dal fisarmonicista Marco ambrosio e dal clarinettista Alberto Rumiano, i quali partecipano allo spettacolo con i loro strumenti musicali che a volte diventano oggetti di scena, altre volte offrono sostegno rumoristico a Beppe Rizzo. L'unico attore e burattinaio sulla scena. La cui voce, le cui mani ragalano vita ai pupazzi, a tutto l'armamentario di un teatro fatto con poco, semplice e per questo efficacissimo, lontano dall'idea consolatoria di certo teatro per ragazzi troppo spiegato, troppo rassicurante. L'ossuto Don Chisciotte di polistirolo che Rizzo fa vagare per il suo palco verde, il colore di una rabbia evocata ad ogni passo, lo sconcerto nei confronti di un mondo che non capisce la sua malattia che lo deride di fronte alle sue visioni, alla sua reinvenzione cavalleresca della realtà. Gli animali, il cavallo Ronzinante e l'asino di Sancho Panza sono come le creature di Esopo, hanno una coscienza e una morale migliore di quella di certi uomini. Lo spettacolo gode di una rara capacità di trasformare temi complessi in qualcosa che i bambini possono capire in diretta, senza troppe mediazioni didascaliche. Merito della bravura di Rizzo, lui che dà vita alle sue creature, che in perfetto stile chisciottesco non hanno nulla di affascinante, il materiale preponderante la tela grezza, simbolo di una povertà densa coma la polvere della Mancha, una povertà che il cavaliere trasforma in un mondo ideale tutto contenuto nei confini illimitati della fantasia.
(In occasione delle repliche di 'DON CHISCIOTTE. IL SOGNO E LA FOLLIA' a Cagliari)

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24 Ottobre 2006 - L'UNIONE SARDA - Franca Rita Porcu

IL DON CHISCIOTTE ROVESCIATO CHE FA RIFLETTERE I BAMBINI
<<La storia? Dunque, vediamo: un pò l'ho letta, un pò la ricordo, un pò l'ho inventata>>. Così, qualche giorno fa, Beppe Rizzo rispondeva a un suo piccolo e curioso spettatore. Gli spiegava, a conlusione del suo spettacolo di burattini "Don Chisciotte. Il sogno e la follia", quello che succede ad ogni racconto che l'autore consegna al pubblico.
Ai bambini l'attore e regista Beppe Rizzo, fondatore della compagnia "Oltreilponte Teatro" di Torino, racconta il romanzo di Cervantes capovolgendone il significato. Il suo Don Chisciotte, liberamente ispirato a un testo di Sandro Gindro, è un folle appassionato di romanzi d'avventura che perde di vista la realtà e immagina attorno a sé nemici e pericoli. E' una battaglia vana, come l'originale, contro i mulini a vento, i quali, nello spettacolo andato in scena per la setiima edizione della rassegna "Il grande teatro dei piccoli" della compagnia "Is Mascareddas" di Quartucciu, sono, stavolta, i fantasmi della lucida follia umana. Gli stessi, per intenderci, che nutrono i deliri di onnipotenza dei dittatori di ogn tempo e ogni luogo.
Mescolando il teatro di figura e narrazione, Beppe Rizzo ha illustrato ai bambini come un sogno, se smarrisce il filo che lo tiene unito alla realtà, perde la sua bellezza e la sua forza utile a migliorare il mondo reale, per divenire un equivoco, una stortura, un errore madornale che nuoce a tutti. Don Chisciotte non sogna, vaneggia e per questo impietosisce i bambini, ma, allo stesso tempo, li fa ridere per la sua ingenuità e la sua malagrazia.
Gli affezionati spettatori del Piccolo Auditoium ridono anche per le divertenti trovate di Rizzo, accompangato dai musicisti Alberto Rumiano, al clarinetto, e Marco Ambrosio, alla fisarmonica e per quei pupazzi un pò sbilenchi e allampanati creati da Francesca Moretti e Andrea Rugolo.
(In occasione delle repliche di 'DON CHISCIOTTE. IL SOGNO E LA FOLLIA' a Cagliari)

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5 Ottobre 2006 - QOOB (http://it.qoob.tv)

FESTIVAL INCANTI : ROMEO UND JULIA
ROMEO UND JULIA di Imago (Austria), Oltreilponte Teatro (Italia), Théàtre L'auriculaire (Francia)
Spettacolo che suscita immediata simpatia, per la giovane età dei protagonisti e la loro perizia di burattinai, per le forme tondeggianti e rotolanti dei pupazzi che sono il corpo di questa non banale rivisitazione del classico shakespeariano. I personaggi attraverso il semplice ma efficace simbolo della maschera che indossano, tranne Romeo e Julia che quando si innamorano l'uno dell'altra se ne disfano e mai più la vorranno portare, rappresentano la visuale ristretta dell'ambiente che li vuole nemici, Montecchi e Capuleti, e che a quell'odio non vogliono rinunciare, quasi fosse il motore stesso della loro società, dei loro privilegi. I dialoghi rinunciano alla parola e si affidano ad un divertente ed efficace gramelot, uno Shakespeare senza Shakespeare, quindi?... Questo fa riflettere sulla potenza ed il significato di "classico", un'idea che non ha più nemmeno il bisogno di essere espressa per farsi intendere, basta un sussurro, un'allusione, e questa rappresentazione ne è un esempio diretto e potente. Tutti conosciamo il triste finale della vicenda, ed è qui accanto ai due amanti senza vita che viene fatta nascere una speranza, quella che il loro sacrificio non sia stato vano, invitando a raccontarlo, con un sorriso, alle nuove generazioni, che imparino il coraggio e la forza che l'amore, la vita, richiede, e a cui dobbiamo rendere omaggio, sempre.
(In occasione del 'ROMEO UND JULIA' al festival di Incanti - Torino)

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Giugno 2006 - EOLO. RIVISTA DI TEATRO RAGAZZI (www.eolo-ragazzi.it) - Mario Bianchi

(...) A Cervia abbiamo anche visto il progetto europeo prodotto da Imago di Wels, da Oltre il Ponte e dall'Istituto per i beni marionettistici e teatro popolare di Torino e dai francesi del Theatre Auriculaire su “Romeo e Giulietta “ di Shakespeare. La scommessa di raccontare la vicenda immortale dei due sfortunati amanti di Verona utilizzando grandi pupazzi, maschere in senso esplicativo e soprattutto uno scarno gramelot fatto di suoni onomatopeici, è sostanzialmente riuscita. Linguaggi diversi come diverse sono le lingue dei 4 animatori si amalgamano positivamente in un impasto di atmosfere di grande fascino, vi sono alcuni tempi registrare ma lo spettacolo è accattivante e ci restituisce in modo assolutamente originale i valori e i significati di una storia senza tempo. (...)
(In occasione del debutto nazionale di 'ROMEO UND JULIA' al festival di Cervia - Ravenna)

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Maggio 2006 - EOLO. RIVISTA DI TEATRO RAGAZZI (www.eolo-ragazzi.it) - Mario Bianchi

(...) Un discorso a parte meritano i due spettacoli presentati a Torino in qualche modo per adulti che ci hanno pienamente convinto. Beppe Rizzo, che ha trovato in Manfredi Siragusa il suo compagno di lavoro ideale, ed il suo Oltreponte Teatro propongono un'originalissima versione del Faust di Goethe per attori pupazzi e musicisti che racconta tra innocenza e perdizione con l'arma dell'ironia, spesso coniugata alla passione, la esemplare vicenda di Faust e del suo tragico patto con Mefistofele. Su un semplicissimo piano scenico i due animatori interagiscono tra di loro, scambiandosi i ruoli, con al centro un umanissimo Faust burattino, costruito da Andrea Rugolo, mentre i musicisti accompagnano l'azione infondendo pathos ai vari momenti della vicenda. La forza dello spettacolo sta nell'estrema semplicità di tutto ciò che lo spettatore vede a cui fa da contraltare un'estrema sapienza dell'uso di tutti gli elementi scenici usati con sobria efficacia. (...)
(In occasione della replica di 'FAUST E LA MANO BIANCA' all'interno de Il gioco del Teatro - Festival di teatro per le nuove generazioni di Torino)

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26 Marzo 2006 - LA REPUBBLICA - Alfonso Cipolla

DAL PIEMONTE ALL'AUSTRIA BURATTINI DA ESPORTAZIONE - Trionfo per il teatro di figura subalpino al prestigioso Festival di Wels
Il teatro di figura torinese è stato il protagonista dell'appena concluso Figurentheaterfestival di Wels, uno degli appuntamenti più ambiti del panorama europeo, che si avvale della direzione di Trude Kranzl, instancabile cacciatrice del meglio della scena internazionale. Marionette, burattini, ombre sono qui una delle lingue vive del teatro, che partendo da una sapienza antica diventano capaci di aprirsi a segni di grande modernità.
Il rapporto tra la manifestazione e le compagnie piemontesi si è consolidato col tempo, anche grazie al lavoro continuo dell'Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare. Ma quest'anno si è trattato di un'edizione particolare dato che il festival ha addirittura coprodotto uno spettacolo con un giovane gruppo torinese, Oltreilponte Teatro, per dar vita a un'originale rilettura di Romeo e Giulietta, lancinante e comica a un tempo, un'ammonizione al di là dall'evocazione straniata della tragedia shakespeariana. La drammaturgia e la regia sono firmate da Beppe Rizzo, anche in scena assieme a Violaine Steinmann, Manfredi Siragusa e Gerti Tröbinger. Gli splendidi pupazzi, costruiti da Barbara Chiarilli, sono stati ideati da Andrea Rugolo, giovane artista anche lui torinese, a cui è stata dedicata una personale all'interno del festival: in mostra studi, bozzetti, illustrazioni, pupazzi a delineare un percorso grafico di forte espressività. Romeo e Giulietta è una coproduzione tanto più significativa in quanto si tratta di uno degli spettacoli finali di Teatro Figura Europa - Cultura 2000, progetto comunitario triennale che vede coinvolti oltre al festival di Wels, la scuola per burattinai di Cervia, le Marionettes de Paris, l'Accademia di Bialystok e il belga Crea Théatre e teso a valorizzare giovani talenti. Lo spettacolo accolto in maniera estremamente calorosa, sarà ospite della prossima edizione di Incanti, quasi a sancire il gemellaggio teatrale in corso tra il Piemonte e l'Austria. (...)
(In occasione del debutto internazionale di 'ROMEO UND JULIA' coprodotto da Oltreilponte Teatro e il festival di Wels - Austria)

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Ottobre 2004 - WELS IMAGO SZENE (n° 6) - Trude Kranzl

(…) Die Preisvergabe im Bereich Erwachsene fiel insoferne schwer, als heuer die Qualität sehr hoch war und dass dazu noch zwei Stücke derselben Gruppe, nämlich Beppe Rizzos Oltreilponte, als letztendlich beste zur Auswahl standen. So erhielt die Gruppe fur “Don Chisciotte” und “Faust e la mano bianca" (ersteres 2004 in Wels, letzteres kommt 2005, sicher Beppes bisher bestes Werk, erstmals ohne Text) gemeinsam den Preis. (…) [Assegnare il premio nella sezione adulti è stato particolarmente difficile, dal momento che quest'anno la qualità era molto alta e anche perché due spettacoli della stessa compagnia, proprio Oltreilponte di Beppe Rizzo, erano in fondo i migliori da scegliere. Così la compagnia ha ricevuto per “Don Chisciotte” e “Faust e la mano bianca” (il primo a Wels nel 2004, l'altro ci sarà nel 2005, di sicuro fino a questo momento il miglior lavoro di Beppe, per la prima volta senza testo) un doppio premio]
(In occasione degli spettacoli di Oltreilponte Teatro alla IIª Vetrina Teatro Figura Piemonte di Pinerolo - Torino)

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19 Giugno 2004 - LA REPUBBLICA - Alfonso Cipolla

(...) Alla manifestazione era abbinata la II Vetrina di Teatro di Figura Piemonte e un premio, il Gianduja di Pezza, assegnato da una giuria internazionale. Sono state circa una ventina le compagnie partecipanti. Il vincitore di quest'anno è stato il gruppo Oltreilponte di Beppe Rizzo per il suo irriverente, viscerale, a volte blasfemo Faust e la mano bianca: un lavoro per attori e pupazzi dove la tragedia si fa farsa per inquietare e irridere. In scena scatenatissimi, ma a un tempo impeccabili, Beppe Rizzo e Manfredi Siragusa. Musiche eseguite dal vivo da Marco Ambrosio e Alberto Rumiano; pupazzi estremamente espressivi di Andrea Rugolo. (...)
(In occasione del premio 'Gianduja di pezza' a 'FAUST E LA MANO BIANCA' alla II Vetrina di Teatro di Figura Piemonte di Pinerolo - Torino)

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8 Marzo 2004 - PROVINCIA GRANDA - I. B.

MURAZZANO: DON CHISCIOTTE TRA GLI ALUNNI
MURAZZANO - Una mattinata diversa per gli alunni della Scuola elementare, sabato scorso a Murazzano: l'incontro nientemeno con "Don Chisciotte", il capolavoro di Cervantes nello spettacolo "Il sogno e la follia”.
Avvicinare i ragazzi ai grandi capolavori della letteratura e della musica è l'arduo compito che si è assunto, col suo gruppo, Beppe Rizzo, attore, musicista, drammaturgo. Si tratta un teatro che si distingue per la sua originalità: gli spettacoli si reggono su di un abilissimo narratore e sull'uso di semplici pupazzi che vengono animati dal narratore stesso, quando il momento lo richiede. Accompagnato dalle musiche di Alberto Rumiano (clarinetto) e Marco Ambrosio (fisarmonica) ha iniziato il suo racconto riuscendo, subito, a catturare l'attenzione dei bambini ed a mantenerla sempre viva durante tutto lo spettacolo per quasi due ore. Con grande abilità li ha coinvolti, come protagonisti, e li ha incantati con i pupazzi che scopriva dalla tela di iuta, man mano che diventavano i personaggi della scena. Particolarmente suggestivo il momento della morte di Don Chisciotte: l'artista adagiandolo con dolcezza ha fatto sì che questo pupazzo così grottesco ispirasse, alla fine, un sentimento di tenerezza aiutato anche da una musica di grande efficacia. I bambini immobili ed in silenzio hanno avvertito l'atmosfera di questa ultima scena, poi si sono scatenati intorno al bravissimo narratore con le loro domande, dimostrando di avere capito e di essersi molto divertiti. Si sono interessati ai pupazzi realizzati con materiali poverissimi: cartapesta, tela di iuta, plastica, gommapiuma. Quello di Don Chisciotte, costruito con cura, pare ispirarsi a quello del litografo francese Celestino Nanteuil, che illustrò un' edizione del capolavoro di Cervantes nel 1800. (In occasione di una replica scolastica di 'DON CHISCIOTTE. IL SOGNO E LA FOLLIA' a Murazzano - Cuneo)

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Gennaio 2004 - WELS IMAGO SZENE (n° 5) - Elka Krafka

(…) Unter den jungen Unbekannten fiel das Figurentheater mit Musik um Beppe Rizzo aus Italien wunderbar auf! In Don Chisciotte erzählte der Figurenspieler Beppe Rizzo von den Träumen und Alpträumen eines alten Mannes, der sich selbst der Lächerlichkeit preis gibt - ein Thema, das vielen von uns bekannt vorkommen muss! Dabei werden nahezu lebensgroße Figuren eingesetzt. Darüber hinaus wird das dynamische Spiel von eindringlicher Live-Musik unterstützt und auch getragen, die fast schon die Qualität von “Ohrwürmern” erhält. (…)
(...) [Tra i giovani esordienti si è fatto ben notare il teatro di figura con musica di Beppe Rizzo dall'Italia. Nel “Don Chisciotte”, l'attore di figura Beppe Rizzo racconta sogni e incubi di un vecchio uomo che sconfessa la propria ridicolaggine – un tema che dovrebbe essere noto a molti di noi! Per questo vengono impiegate delle figure piene di vitalità. Inoltre, viene sostenuto e portato avanti il gioco dinamico di un'insistente musica dal vivo, che conserva quasi del tutto la qualità di “tormentoni”.]
(In occasione del debutto internazionale di 'DON CHISCIOTTE. IL SOGNO E LA FOLLIA' a Tourné - Belgio)

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16 maggio 2002 - LA STAMPA - Osvaldo Guerrieri

WOYZECK, L'UOMO SI FA PUPAZZO
II «Woyzeck» per marionette e attori? E' un'idea. A pensarci, il dramma di Büchner non è poi così estraneo da una simile rappresentazione. Scritto per scene rapide e quasi privo di psicologie, sembra fatto apposta per una straniante versione marionettistica. E se il dramma, pur nella sua incompiutezza, piacque tanto agli espressionisti che lo elessero a incunabolo della propria poetica, è perché il naturalismo viene finalmente triturato e distrutto da un meccanismo teatrale veloce e tagliente come una ghigliottina.
Marionette. E sia. Ci ha pensato Giuseppe Rizzo che, allo Juvarra, ha offerto in anteprima questa sua interessante lettura intitolata «Ballata per Woyzeck». Un solo attore in scena, il Marco Gobetti che interpreta il soldato Woyzeck; un elegante trio musicale cui sono affidati gli intermezzi fra un quadro e l'altro e la creazione del climax drammatico delle scene finali. E poi c 'è lo stesso Rizzo, nelle vesti scure del burattinaio e del demiurgo, di colui cioè che crea gli eventi e li governa. In questo contesto gli interlocutori di Woyzeck (il Capitano, il Dottore, la prostituta Maria che lui ucciderà per gelosia, il Tamburmaggiore) sono pupazzi colorati che appaiono e scompaiono dalla scatola nera del burattinaio che li anima e li fa parlare con la propria, mutevole voce.
Interessante è vedere il rapporto tra l ' attore e la marionetta. E' chiaro che non può svolgersi nel modo tradizionale, ed è altrettanto chiaro che è sottoposto ad una stilizzazione che rasenta l'astrazione e rifiuta totalmente ogni coloritura interpretativa. Woyzeck, in definitiva, è costretto a farsi pupazzone fra i pupazzi; lui uomo, deve rinunciare alla stratificazione della propria umanità. E ' signifi­cativo che, alla fine, il burattinaio incappucci anche lui, lo immobilizzi ponendogli in grembo il corpo senza vita di Maria. Ma sì, anche Woyzeck è un burattino. Che sia fatto di carne è secondario. L'unica presenza dotata di volontà e di autonomia è il burattinaio, il buttafuori, anzi il boia di questa ballata che non ha pietà per nessuno. Bella intuizione, buona esecuzione, molti applausi.
(In occasione del debutto nazionale di 'BALLATA PER WOYZECK')

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