Genere: teatro di narrazione e d'animazione con baracca e burattini, musiche originali dal vivo
Pubblico: per tutti
In repertorio: si
Produzione: Oltreilponte Teatro
Di e con : Beppe Rizzo
Ideazione figure : Andrea Rugolo
Realizzazione burattini : Natale Panaro
Fonti: Fiabe Popolari Italiane di Italo Calvino, 1956
In collaborazione con: Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare
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Debutto nazionale: aprile 2009, 'Il Gioco del Teatro', Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, Torino
Premi e riconoscimenti: giugno 2010, miglior spettacolo di figura per ragazzi per <<la serrata commistione tra attore, burarttini, musica e gioco teatrale, innestata sul tessuto del racconto popolare italiano>> (premio "Gianduja di Pezza", VIIIª Vetrina Teatro Figura Piemonte, Pinerolo-Torino)
SINOSSI
Liberamente tratto da “La Barba del Conte”
Pocapaglia è un paese di contadini brontoloni, pigri e sprovveduti. Solo Masino è il più sveglio e benvoluto, ma ha lasciato il paese per andare in cerca d'avventure e non è più tornato. Mentre i paesani attendo il suo ritorno, a Pocapaglia cominciano a succedere fatti misteriosi: ogni sera capita che buoi e vacche vengano rubati dalla masca Micillina, una strega che se ne sta appostata nei boschi sotto il paese e che, con un solo sguardo è capace di tramortire i pastori di guardia. I pocapagliesi impauriti chiedono consiglio al ricco Conte del parse, ma questo nega il suo aiuto e quello dei suoi soldati. Orami disperati per le continue ruberie della strega, decidono di scrivere una lettera per implorare il ritorno di Masino. E proprio una sera Masino ricompare. Parte alla ricerca di Micillina, la trova, la cattura e la porta al cospetto dei pocapagliesi che, con stupore, assistono alla soluzione di un mistero che ha ben poco di soprannaturale. Dopo aver deciso la punizione per il colpevole e aver esortato il paese a rimboccarsi le maniche, Masino riparte per terre lontane. Da quel momento i pocapagliesi, che hanno capito la lezione, si scoprono meno brontoloni, meno pigri e cominciano a darsi da fare senza più chiedere aiuto a nessuno.
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PROGETTO FIABA POPOLARE ITALIANA
Il progetto nasce con l'idea di cercare un nuovo modo per raccontare la fiaba italiana attraverso il teatro dei burattini, nel tentativo di avvicinare queste tradizioni di origine popolare al pubblico contemporaneo. Dopo l'esordio con la fiaba di Giambattista Basile (1634), il progetto approda all'opera di Italo Calvino (1923-1985) che tra il 1954 e il 1956 raccolse organicamente e registrò per iscritto le ultime testimonianze dei racconti e delle fiabe che si tramandavano oralmente in tutte le regioni d'Italia.
Lo spettacolo affianca l'imediatezza e la freschezza d'invenzione del teatro dei burattini alla presenza di un narratore che, entrando e uscendo dalla baracca, racconta e suona, coinvolgendo il pubblico in un gioco di partecipazione diretta alle vicende della narrazione.
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